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La riforma del mercato del lavoro è stata pubblicata sulla  Gazzetta Ufficiale (GU n. 153 del 3 luglio 2012  – Suppl. Ordinario n.136): entrerà in vigore il 18 luglio p.v.   il testo (legge 28 giugno 2012, n. 92) che cambia  le regole su assunzioni e licenziamenti in Italia dopo 40 anni.
Dal primo gennaio 2013, invece, entrano in vigore i nuovi ammortizzatori sociali come l’assicurazione per l’impiego (ASPI).
La Riforma è composta di 4 articoli su contratti e licenziamenti, ammortizzatori sociali e mercato del lavoro.
Tante sono le novità in essa contenute in tema di flessibilità in uscita e in entrata e di garanzie del lavoratore. Riportiamo qui di seguito le principali.

Flessibilità in entrata
Per quanto riguarda la disciplina dei contratti, sarà possibile per il datore di lavoro non indicare alcuna causale per il primo contratto a termine di durata non superiore a 12 mesi, senza alcun tipo di proroga e solo per i contratti sottoscritti dopo l’entrata in vigore della norma. In alternativa alla durata dei 12 mesi, solamente un contratto collettivo potrà prevedere la cancellazione della causale del contratto a termine, ma nel limite del 6% della forza lavoro presente nell’unità produttiva. Il lavoratore potrà continuare a svolgere le prestazioni anche dopo il termine fissato dal contratto, purché entro nuovi limiti di 30 giorni (per contratti di 6 mesi) e 50 giorni (per contratti superiori a 6 mesi) e previa comunicazione al Centro per l’Impiego.  Le ripetizioni del contratto con lo stesso lavoratore potranno esserci con un’interruzione minima di 60 giorni (contratti inferiori a 6 mesi) e 90 giorni (superiori), ridotto a 20-30 giorni per i contratti collettivi. Scatta una sanzione da 400 a 2400 euro nel caso in cui il datore di lavoro dimentichi di effettuare la comunicazione di avvio della “chiamata” per il lavoro intermittente alla Direzione territoriale del lavoro  competente per il territorio. Previsto poi un aumento contributivo dell’1,4% a partire dal 2013 e l’introduzione del contratto di somministrazione a termine ai fini del raggiungimento dei 36 mesi, fino ad oggi escluso.
L’apprendistato sarà il contratto principale d’ingresso al mondo del lavoro, la cui durata non potrà essere inferiore a 6 mesi, salvo contratto a tempo determinato per lavori stagionali, e non potranno essere assunti più di 3 apprendisti per ogni due lavoratori qualificati, ad esclusione delle imprese artigiane e limitatamente alle imprese con più di 9 dipendenti. Frenato l’utilizzo di partite Iva nei rapporti di lavoro, le cui prestazioni sono da considerarsi come collaborazione a progetto in presenza di almeno due delle seguenti condizioni: durata della collaborazione superiore a 8 mesi nell’anno solare; ricavi da collaboratore superiori all’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nello stesso anno solare; il prestatore ha una postazione fissa di lavoro presso il committente. La presunzione di co.co.pro. non opera qualora la prestazione lavorativa sia connotata da esperienze teoriche di grado elevato acquisite con percorsi formativi, o venga svolta da soggetti con un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali.

Flessibilità in uscita
Il nuovo articolo 18 riduce drasticamente  i casi di reintegro per motivi economici, estendendo l’indennizzo tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità. Soltanto nel caso in cui il giudice accerti la “manifesta” insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustifico motivo oggettivo, ovvero economico, la riforma prevede ancora l’applicazione per il licenziamento disciplinare (reintegro e risarcimento tra 2,5 e 12 mensilità). In caso di licenziamenti collettivi per riduzione del personale, gli eventuali vizi della comunicazione preventiva (la lettera con cui il datore di lavoro avvisa i sindacati dell’azione e ne illustra le motivazioni) potranno essere sanati mediante accordo collettivo siglato in corso di procedura in modo da ridurre il pericolo che una contestazione possa invalidare l’intera procedura. Per i casi di impugnativa di licenziamenti individuali e collettivi si provvederà a riservare una corsia preferenziale sul piano processuale al fine accelerare i tempi rispetto all’ordinario andamento del processo del lavoro.

Ammortizzatori
La disciplina più rivisitata dal governo è quello di sostegno al reddito, contenuta nell’articolo 2 e denominata Aspi  (assicurazione sociale per l’impiego). Destinata a sostituire le forme di tutela attualmente in vigore (indennità di mobilità e disoccupazione), il sussidio sarà esteso ad apprendisti, artisti e dipendenti a termine della Pa che possiederanno anzianità assicurativa di 2 anni e 52 settimane di contributi nell’ultimo biennio. L’Aspi sarà finanziato dalle aziende all’1,31% per contratti a tempo indeterminato e oltre l’1,31% per quelli a tempo determinato,  con i contributi che dovranno essere versati per la cessazione dei rapporti (escluse le dimissioni). L’erogazione durerà 12 mesi fino ai 54 anni e 18 mesi dai 55 in poi. A partire dal 2016 inoltre, si chiederà a datori di lavoro e lavoratori non tutelati dalla cassa d’integrazione di finanziare lo strumento che gli consentirà, in caso di necessità, di usufruire di un sostegno al reddito. Entro 6 mesi, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali più rappresentative a livello nazionale, dovranno stipulare intese per la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale.
Intanto possono già essere richiesti sussidi cococo dai lavoratori in regime di monocommittenza che nell’anno precedente abbiano conseguito un reddito complessivo inferiore a 20 mila euro, con un periodo di disoccupazione ininterrotta di almeno 2 mesi e che abbiano versato almeno 4 mensilità nell’anno precedente.

Altre novità
Tra le altre novità, un accordo tra Governo e Regioni per corrispondere una congrua indennità agli stagisti, misure per il monitoraggio sull’attuazione del Ddl, sanzioni fino a 30 mila euro per i datori di lavoro che abusano del foglio di dimissioni in bianco e previsione di congedi di paternità obbligatori.

Alleghiamo il testo  della legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e un articolo che illustra i tempi di entrata in vigore dei  vati istituti contrattuali e processuali interessati dalla riforma del lavoro che cambieranno volto in momenti diversi.

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Storia della FNA

La nostra storia

La Federazione Nazionale Assicuratori (FNA) è il tradizionale Sindacato di categoria del settore assicurativo, con oltre mezzo secolo di vita.

Con il Congresso di Firenze dell’aprile 1947, il primo della nostra categoria, nacque la Federazione Italiana Lavoratori delle Assicurazioni che, nel corso di oltre cinque decenni, si è trasformata nella Federazione Nazionale Assicuratori.

Il contratto nazionale di lavoro, con le sue condizioni economiche e normative, è il risultato diretto e tangibile dell’azione sindacale nel nostro settore: dal lontano 1947, anno dei primo Congresso, siamo arrivati al quindicesimo Congresso nel gennaio del 2001 e, parallelamente alla vita della nostra Organizzazione, continuano i rinnovi del contratto nazionale che apportano ogni volta cambiamenti e miglioramenti fino ad arrivare alla configurazione di quello attuale, che deve essere visto e considerato come il risultato di oltre cinquant’anni di azione sindacale e di lotte.

Parallelamente ai contratti dei direzionali si è sviluppato il contratto del personale dipendente delle agenzie in gestione libera, il cosiddetto appalto, particolarmente importante per via dell’alto numero delle persone interessate (oltre cinquantamila) e, recentemente, quello delle società di assistenza.

Ogni azienda o gruppo di aziende ha poi sviluppato una propria contrattazione aziendale, avente lo scopo di integrare quella nazionale con una serie di istituti economici e normativi che arricchiscono quella nazionale, adattandosi alle esigenze e specificità di ogni singola impresa .

Gli accordi e le cooperazioni

Nonostante la sua forte caratterizzazione di settore, la FNA opera nel comparto dei servizi di concerto con la FABI, il più grosso e rappresentativo Sindacato dei bancari, con la quale ha recentemente lavorato per la creazione di un nuovo Sindacato dei promotori finan­ziari, lo SNAPROFIN, che rappresenta l’ultima sfida, in ordine tem­porale, del Sindacato al fine di rappresentare fasce sempre più ampie di lavoratori, sottraendoli alla discrezionalìtà assoluta delle controparti ed al precariato.

Le conquiste

La FNA è stata la fautrice della previdenza integrativa nel nostro settore, il secondo pilastro delle future pensioni, anticipando di un decennio le necessità e le scelte conseguenti ad un sistema pensionistico pubblico, non più in grado di offrire prestazioni ai livelli, degli anni precedenti.

La previdenza integrativa di settore, congiuntamente a quella pubblica, dovrà garantire livelli di copertura previdenziale superiori al passato, al fine di offrire parametri in linea con le nuove esigenze e necessità del mondo del lavoro.

La FNA è costantemente impegnata nella trasformazione delle mo­dalità di espletamento degli orari di lavoro in forme sempre più vicine alle necessità dei lavoratori: il venerdì pomeriggio libero, la possi­bilità di trasformare il rapporto a tempo pieno in part-time, i per­messi retribuiti, le flessibilità degli orari in entrata ed in uscita e le aspettative sono una diretta conseguenza del nostro impegno e di quello dei nostri compagni di strada.

La FNA è contraria ad ogni forma di precarizzazione del rapporto di lavoro, perché solo rapporti di lavoro stabili e seri possono dare tranquillità e certezze ai lavoratori, mettendoli in condizione di vive­re una vita sociale ed economica dignitosa.

L’incertezza del lavoro toglie sicurezza all’individuo, lo condanna alla precarietà e fornisce alle imprese anacronistici spazi di discrezionalità.

Il personale esterno


La FNA è particolarmente sensibile alle esigenze del personale esterno, caratterizzato da professionalità ed esigenze diverse rispetto a quello delle direzioni: la contrattazione nazionale e quelle aziendali recepiscono appieno quest’orientamento e forniscono un quadro di tutele e garanzie, in continua revisione, estremamente interessanti nel mondo del lavoro italiano.

La forte presenza di personale esterno tra i quadri sindacali della nostra Organizzazione è la logica conseguenza del forte impegno della FNA e la garanzia che la tutela degli interessi del personale esterno e e sarà un punto importante dell’azione della nostra Federazione.

La difesa del posto di lavoro

La FNA è presente nella quasi totalità delle imprese assicurative con i suoi attivisti per garantire accordi collettivi in linea con gli standard del settore e per offrire un intervento immediato su ogni questione lavorativa, su richiesta del collega iscritto.

La FNA, unitamente alle altre Organizzazioni sindacali assicurative, ha affrontato tutte le trasformazioni del settore e le situazioni di crisi garantendo sempre l’occupazione e la volontarietà: i lavoratori delle assicurazioni, disciplinati dal contratto nazionale di lavoro, non hanno mai conosciuto i licenziamenti collettivi che, purtroppo, sono una triste realtà di comparti meno garantiti del nostro.

Il settore assicurativo è inoltre stato il primo a sperimentare, con successo, un nuovo strumento per affrontare gli esuberi di persona­le, senza ricorrere ai licenziamenti.

In alcune aziende e nelle liquidazioni coatte amministrative, è stato predisposto un sistema che permette ai lavoratori, cui manchino un certo numero di anni alla pensione, di lasciare volontariamente l’azienda a fronte del pagamento dei contributi previdenziali e di una percentuale di retribuzione tra il 70% ed oltre l’80%, fino al momento della percezione effettiva della pensione.

A seguito della conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, avvenuta il 18 dicembre 1999, tale strumento è stato adottato anche per fronteggiare situazioni di crisi occupazionale in qualsiasi azienda del settore e viene regolato dall’allegato 14 dello stesso con la denominazione “protocollo d’intesa per l’istituzione di un fondo per il sostegno del reddito e dell’occupazione del personale delle imprese assicuratrici”.

Tale fondo non è ancora operativo in quanto richiede una serie di passaggi presso le autorità istituzionali e di atti pubblici conseguenti che richiedono tempi lunghi.

Tale sistema, di indubbio interesse per il lavoratore, è stato guardato con interesse anche dalle altre categorie ed è stato introdotto nel contratto nazionale dei bancari, con una serie dì adattamenti, per affrontare il tema degli esuberi di personale senza ricadute “traumatiche” tra i lavoratori.

Il valore della professionalità

La FNA ha sempre riconosciuto il valore della professionalità, ricercando strumenti volti alla sua evoluzione ed al suo riconoscimento normativo ed economico.

La riparametrazione degli stipendi per livelli (aree professionali) rappresenta una risposta equilibrata alla sua dinamica.

La FNA ritiene giusto garantire ad ogni lavoratore pari opportunità nello sviluppo professionale, senza distinzioni di sesso. Nel mondo delle assicurazioni è in corso, da anni, un costante lavoro mirato all’eliminazione di tutte quelle barriere che impediscono il pieno sviluppo delle professionalità Femminili.

Comitato Centrale

  1. Murizio BECUCCI – Firenze
  2. Massimo COELLO – Torino
  3. Daniele COSTANZO – Milano
  4. Fabiola CIPOLLONI – Roma
  5. Francesca CORSI – Roma
  6. Davide DEHÒ – Milano
  7. Meri ERMINI – Firenze
  8. Silvano FASSI – Torino
  9. Angelo FERRARO – Roma
  10. Danilo GILIBERTO – Milano
  11. Erika GIUGOVAZ – Trieste
  12. Daniele MALENCHINI – Milano
  13. Roberto MANGANELLA – Bari
  14. Elisabetta MARINO – Milano
  15. Maria Teresa MOSCA – Roma
  16. Viviana OGGIONI – Milano
  17. Alessio OSELLA – Torino
  18. Cristiano PANATTA – Roma
  19. Roberto PARODI – Milano
  20. Elena PERISSINOTTO – Trieste
  21. Roberto PEROZENI – Torino
  22. Laura PERUGI – Genova
  23. Angelo PONTOGLIO – Milano
  24. Carla PRASSOLI – Torino, in qualità di Presidente
  25. Marco PRELZ – Trieste
  26. Marcello QUARANTA – Napoli
  27. Stefano QUINTABÀ – Torino
  28. Assunta RISPOLI – Roma
  29. Mirko SIMIONATO – Treviso
  30. Mario TAURO – Bari
  31. Daniele TUIACH – Verona
  32. Claudia ZANELLI – Roma

 

   – Aggiornato al 01/09/2021 –